I vecchi
I vecchi al mio paese
si riempiono gli occhi di cielo
e guardano e guardano
sospesi tra i ricordi di albe
che li vedeva stanchi
tra i campi dalle dure zolle
a spremere la terra per un tozzo di pane
e bere dal fiasco al tramonto del sole
gli ultimi sorsi di fatica e sudore.
I vecchi al mio paese
li puoi vedere in balcone
o ai bordi delle siepi che fiancheggiano le strade,
in fila o in cerchio per farsi coraggio
tra fuochi di guerra e uccelli notturni
che piangono ancora l’eterno timore
della vita che va nel vuoto o nel sole.
Aggrappati al bastone ammirano fieri
i colori dei luoghi che li hanno visti passare,
il sole il mare gli aranci le vigne
e se li fissano dentro, conficcati nel cuore,
come ultimo sguardo alle cose più care
prima che i sospiri si facciano lievi.
I vecchi al mio paese
non vorrebbero morire,
e l’oscuro velo di cui avvertono l’abbraccio
li trova fuori a respirare ancora,
a guardarsi intorno come per un saluto
o una scorta di gioia prima di partire.
Perché già sanno che verrà la morte
ma andranno via con tutte le radici.
Jolanda catalano
giovedì 23 ottobre 2008
lunedì 20 ottobre 2008
Una poesia di Sante Bernardi
In tram
Una tenera canzone messicana
seguita da una dolce
melodia slava
a riempire il tempo
di qualche fermata,
trasmettono rimpianto
e nostalgia
trascinano il cuore
in mondi dove
è stato lasciato l'amore.
Un volto triste di donna
passa tra muri d'indifferenza
a raccogliere un segno,
sorpresa mi guarda,
accenna un lieve sorriso,
al mio cenno d'assenso
sorride ancora.
Un attimo,
solo per un attimo,
il suo cuore ha avuto un sussulto.
Ciao, mi mormora
seguendo il compagno,
ciao, le rispondo,
come ad una vecchia amica.
mercoledì 15 ottobre 2008
Classi ponte per alunni stranieri
SCUOLA & GIOVANI da La Repubblica.it
Dopo un acceso dibattito, via libera al testo passato con una diversa denominazione: "classi di inserimento". Fassino: "Regressione culturale"
Classi ponte per alunni stranieri Sì della Camera a mozione Lega
Maria Stella Gelmini ROMA - Classi "d'inserimento" per bambini extracomunitari. La Camera ha approvato la mozione della Lega Nord in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, è passato con una diversa denominazione: non più "classi ponte", così come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma la nuova denominazione che parla, appunto di "classi di inserimento". E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare il nome all'oggetto per "rendere più evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti". Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta". Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell'opposizione. Il testo approvato a Montecitorio impegna il governo a "rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione". "Favorendo", dunque, e non più "autorizzando" come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le "classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti".
La mozione impegna inoltre il governo "a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole". Infine, si prevede "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri", oltre che "nelle classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza". (15 ottobre 2008)
Ulteriori precisazioni del Governo che si occupa degli alunni stranieri, in maniera maldestra, a mio parere. Chi opera nella Scuola sa bene che l'inserimento viene attuato in modo oculato, tale da assicurare a tutti gli alunni pari opportunità di crescita e formazione. Spesso si è parlato della necessità di "mediatori culturali" oggi non se ne parla più, però le classi di inserimento vanno bene! Quante saranno queste classi? Come saranno formate? Gli alunni saranno aggregati in base ai paesi di provenienza, al colore della pelle? Alla lingua che parlano? All'età anagrafica?
Le scuole dovranno attrezzarsi, in perfetta solitudine, come sempre! Io spero che non lo facciano.
I bambini stranieri sono sempre stati una grande risorsa per la Scuola, non hanno mai impedito agli altri di progredire, anzi spesso si sono mostrati più motivati nell'apprendere dei compagni.
In ogni caso non sarà consentito l'inserimento di studenti stranieri oltre il 31 dicembre...come dire che l'anno nuovo avrà l'opportunità di viaggiare più leggero. Chi è dentro è dentro, gli altri, sempre gli stessi, dovranno attendere! Concordo con Fassino: "regressione culturale".
Dopo un acceso dibattito, via libera al testo passato con una diversa denominazione: "classi di inserimento". Fassino: "Regressione culturale"
Classi ponte per alunni stranieri Sì della Camera a mozione Lega
Maria Stella Gelmini ROMA - Classi "d'inserimento" per bambini extracomunitari. La Camera ha approvato la mozione della Lega Nord in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, è passato con una diversa denominazione: non più "classi ponte", così come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma la nuova denominazione che parla, appunto di "classi di inserimento". E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare il nome all'oggetto per "rendere più evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti". Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta". Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell'opposizione. Il testo approvato a Montecitorio impegna il governo a "rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione". "Favorendo", dunque, e non più "autorizzando" come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le "classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti".
La mozione impegna inoltre il governo "a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole". Infine, si prevede "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri", oltre che "nelle classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza". (15 ottobre 2008)
Ulteriori precisazioni del Governo che si occupa degli alunni stranieri, in maniera maldestra, a mio parere. Chi opera nella Scuola sa bene che l'inserimento viene attuato in modo oculato, tale da assicurare a tutti gli alunni pari opportunità di crescita e formazione. Spesso si è parlato della necessità di "mediatori culturali" oggi non se ne parla più, però le classi di inserimento vanno bene! Quante saranno queste classi? Come saranno formate? Gli alunni saranno aggregati in base ai paesi di provenienza, al colore della pelle? Alla lingua che parlano? All'età anagrafica?
Le scuole dovranno attrezzarsi, in perfetta solitudine, come sempre! Io spero che non lo facciano.
I bambini stranieri sono sempre stati una grande risorsa per la Scuola, non hanno mai impedito agli altri di progredire, anzi spesso si sono mostrati più motivati nell'apprendere dei compagni.
In ogni caso non sarà consentito l'inserimento di studenti stranieri oltre il 31 dicembre...come dire che l'anno nuovo avrà l'opportunità di viaggiare più leggero. Chi è dentro è dentro, gli altri, sempre gli stessi, dovranno attendere! Concordo con Fassino: "regressione culturale".
venerdì 10 ottobre 2008
Parla con me!
.
Parla con me!
Lunedì, ore 8: dopo il consueto tramestio, iniziato con una buona ora d'anticipo, sono tutti fuori.
I figli diretti a scuola, il marito al lavoro.
Lei è sola, immersa nel silenzio dell'assenza, circondata dai relitti di una battaglia che si rinnova ogni giorno, macerie, caduti e feriti da raccogliere o curare.
In previsione di nuovi scontri il campo deve essere sgombro, ovvio.
Il problema è da dove cominciare. Qualcuno tornerà per il pranzo, qualche altro non si sa, il marito forse per la cena...tutti comunque si aspettano ordine e conforto, nuovi assetti da sconvolgere e distruggere, non per il piacere di farlo, solo per essere pronti a ciò che li attende fuori, dove la vita, quella vera, li porterà a collezionare piccole vittorie e grandi sconfitte.
Chissà perché le sconfitte hanno sempre più peso delle vittorie, sarà che a vincere ci si abitua.
Il cucciolo dorme, esausto e dimentico; a tempo debito si mostrerà per chiedere scodinzolante:- Che si fa? Vale a dire, quando usciamo?
Beata innocenza! Lui chiede senza parole...e apprezza ogni volta il poco che ottiene con gioia e gratitudine, come fosse un regalo!
Il silenzio però diventa opprimente, dopo l'ultimo frettoloso saluto raccolto dalla porta che si chiude, con lo scatto definitivo.
Punto e a capo!
Lei deve ricominciare, e accende il televisore, a caccia di un telegiornale superstite ( un modo come l'altro per avere la vita sotto controllo?), a volte lo acciuffa con soddisfazione, più spesso lo manca di un soffio.
Però non spegne l'apparecchio, gli toglie solo la voce.
Ad un tratto vede, di sfuggita, un tizio che gesticola e parla. Chi sarà? Sembra un tipo interessante, pensa che magari blateri di fesserie, continua la sua opera di "risanamento del territorio" con solo qualche occhiata di straforo.
Il tizio è sempre lì, ed è solo, niente vallette che scodinzolano, e neppure contorno di pentole e ortaggi.
Poi sente chiamare...il suo nome! Da una voce sconosciuta che è lì, da qualche parte.
Si sente mancare...l'attacco di panico si preannuncia con la consueta vertigine: qualcosa non va, assolutamente.
Il cucciolo le si aggrappa alle gambe, è spaventato e le impedisce il cammino.
La voce, più suadente, di nuovo la chiama, e sì che lei non ha un nome comune!
E' il tizio del televisore.Ha riacquistato la voce.
- Ciao! Non te l'aspettavi, vero?
- No! Risponde con gli occhi che premono per schizzare fuori. Il cervello è fuori servizio.
- Sono qui per parlare con te...coraggio!
La voce le arriva ovattata, gli occhi che la guardano sono dolci e pazienti...
Lei riprende il controllo e capisce che deve chiamare il marito. Con mani tremanti prende il telefono e scorre frenetica la rubrica alla ricerca del numero che si è dissolto nella sua memoria.ci siamo! Squilla!
- Ciao! Che c'è? Risponde con tono sbrigativo, uno di quelli che ti mostrano in tutta la tua futilità.
- Niente! Non è successo niente! E' solo che mi pareva di non averti salutato...
- Ma dai...mi chiami per questo! Piuttosto non aspettarmi per cena, ciao.
E' senza forze, ma perfettamente lucida. Ora può parlare con il tizio, fosse pure il demonio!
Sul televisore scorrono i titoli di coda di una trasmissione ormai finita, sullo sfondo un viale frondoso che fa da contorno ad una figura che si allontana.
C'è una musica dolce, come un saluto dolente...
Il cucciolo mugola piano, agita incerto la coda...Che si fa? Andiamo?
Parla con me!
Lunedì, ore 8: dopo il consueto tramestio, iniziato con una buona ora d'anticipo, sono tutti fuori.
I figli diretti a scuola, il marito al lavoro.
Lei è sola, immersa nel silenzio dell'assenza, circondata dai relitti di una battaglia che si rinnova ogni giorno, macerie, caduti e feriti da raccogliere o curare.
In previsione di nuovi scontri il campo deve essere sgombro, ovvio.
Il problema è da dove cominciare. Qualcuno tornerà per il pranzo, qualche altro non si sa, il marito forse per la cena...tutti comunque si aspettano ordine e conforto, nuovi assetti da sconvolgere e distruggere, non per il piacere di farlo, solo per essere pronti a ciò che li attende fuori, dove la vita, quella vera, li porterà a collezionare piccole vittorie e grandi sconfitte.
Chissà perché le sconfitte hanno sempre più peso delle vittorie, sarà che a vincere ci si abitua.
Il cucciolo dorme, esausto e dimentico; a tempo debito si mostrerà per chiedere scodinzolante:- Che si fa? Vale a dire, quando usciamo?
Beata innocenza! Lui chiede senza parole...e apprezza ogni volta il poco che ottiene con gioia e gratitudine, come fosse un regalo!
Il silenzio però diventa opprimente, dopo l'ultimo frettoloso saluto raccolto dalla porta che si chiude, con lo scatto definitivo.
Punto e a capo!
Lei deve ricominciare, e accende il televisore, a caccia di un telegiornale superstite ( un modo come l'altro per avere la vita sotto controllo?), a volte lo acciuffa con soddisfazione, più spesso lo manca di un soffio.
Però non spegne l'apparecchio, gli toglie solo la voce.
Ad un tratto vede, di sfuggita, un tizio che gesticola e parla. Chi sarà? Sembra un tipo interessante, pensa che magari blateri di fesserie, continua la sua opera di "risanamento del territorio" con solo qualche occhiata di straforo.
Il tizio è sempre lì, ed è solo, niente vallette che scodinzolano, e neppure contorno di pentole e ortaggi.
Poi sente chiamare...il suo nome! Da una voce sconosciuta che è lì, da qualche parte.
Si sente mancare...l'attacco di panico si preannuncia con la consueta vertigine: qualcosa non va, assolutamente.
Il cucciolo le si aggrappa alle gambe, è spaventato e le impedisce il cammino.
La voce, più suadente, di nuovo la chiama, e sì che lei non ha un nome comune!
E' il tizio del televisore.Ha riacquistato la voce.
- Ciao! Non te l'aspettavi, vero?
- No! Risponde con gli occhi che premono per schizzare fuori. Il cervello è fuori servizio.
- Sono qui per parlare con te...coraggio!
La voce le arriva ovattata, gli occhi che la guardano sono dolci e pazienti...
Lei riprende il controllo e capisce che deve chiamare il marito. Con mani tremanti prende il telefono e scorre frenetica la rubrica alla ricerca del numero che si è dissolto nella sua memoria.ci siamo! Squilla!
- Ciao! Che c'è? Risponde con tono sbrigativo, uno di quelli che ti mostrano in tutta la tua futilità.
- Niente! Non è successo niente! E' solo che mi pareva di non averti salutato...
- Ma dai...mi chiami per questo! Piuttosto non aspettarmi per cena, ciao.
E' senza forze, ma perfettamente lucida. Ora può parlare con il tizio, fosse pure il demonio!
Sul televisore scorrono i titoli di coda di una trasmissione ormai finita, sullo sfondo un viale frondoso che fa da contorno ad una figura che si allontana.
C'è una musica dolce, come un saluto dolente...
Il cucciolo mugola piano, agita incerto la coda...Che si fa? Andiamo?
giovedì 2 ottobre 2008
Poesia di Jolanda Catalano
Non so più distinguere i suoni della gioia.
Mi perseguita il vento tra le fronde
e rami rinsecchiti le parole
vagano al ritmo di mute trasparenze.
E se scalfire i nodi arrotolati
entro parvenze fatue appese a un filo,
volesse significare il mio abbandono,
eccomi pronta al salto senza fine
per nuovi ritmi da cogliere e baciare.
Ma tumultuoso il vento trasferisce
dall'anima al reale le parole
e l'arsura del male le divora
oppure le fiacca a volte ancora mute.
Silenziose ritornano nel grembo
confuse al pianto che non sa lenire
ferite aperte e mai rimarginate
in questo spazio breve che percuote.
da " La tela di Penelope" Rhegium Julii 2000
Un grazie di cuore alla poetessa-amica che mi ha fatto dono della sua creatura.
Voglio condividere con voi questo splendido regalo, è qualcosa da maneggiare con cura...da osservare con stupore e meraviglia. Le parole scompaiono e diventano Emozioni che avvolgono e trascinano l'animo lungo sentieri spesso solo dimenticati...
A chi vuole godere della lirica di Jolanda Catalano suggerisco la raccolta "Io sono l'incompiuta" sul sito: www.rebstein.wordpress.com
Mi perseguita il vento tra le fronde
e rami rinsecchiti le parole
vagano al ritmo di mute trasparenze.
E se scalfire i nodi arrotolati
entro parvenze fatue appese a un filo,
volesse significare il mio abbandono,
eccomi pronta al salto senza fine
per nuovi ritmi da cogliere e baciare.
Ma tumultuoso il vento trasferisce
dall'anima al reale le parole
e l'arsura del male le divora
oppure le fiacca a volte ancora mute.
Silenziose ritornano nel grembo
confuse al pianto che non sa lenire
ferite aperte e mai rimarginate
in questo spazio breve che percuote.
da " La tela di Penelope" Rhegium Julii 2000
Un grazie di cuore alla poetessa-amica che mi ha fatto dono della sua creatura.
Voglio condividere con voi questo splendido regalo, è qualcosa da maneggiare con cura...da osservare con stupore e meraviglia. Le parole scompaiono e diventano Emozioni che avvolgono e trascinano l'animo lungo sentieri spesso solo dimenticati...
A chi vuole godere della lirica di Jolanda Catalano suggerisco la raccolta "Io sono l'incompiuta" sul sito: www.rebstein.wordpress.com
domenica 28 settembre 2008
La strage degli innocenti
Sono arrabbiata con il governo cinese. Ho boicottato a suo tempo le Olimpiadi di Pechino nell'unico modo consentito, non guardando la tv. Ora arriva dalla Cina l'ultimo scandalo/crimine: il latte in polvere arricchito da "melamina", un prodotto sintetico Killer che ha già causato oltre 60.000 vittime tra i neonati cinesi e non solo, visto che il latte è stato esportato in altri paesi dell'Asia, dell'Africa e presumibilmente in Europa.
Quale valore ha in Cina la vita umana? Nessuno! Non c'è pietà nemmeno per i piccoli, i più indifesi.
Nel 2007, il 10 luglio, fu eseguita la condanna a morte di Zheng Xiaoyou, l'ex capo dell'agenzia governativa per i controlli igienico-sanitari, reo di aver intascato tangenti per aver dato via libera a cibi e medicinali contraffatti. Questa volta chi sarà giustiziato per mostrare al mondo l'immagine di una Cina efficiente che non fa sconti a nessuno?
Io non me la bevo...sono contro la pena di morte, sono contro un paese che se la cava scaricando responsabilità e colpe su singoli individui.
E' ora che i paesi cosiddetti "civili" prendano una posizione nei confronti di un partner commerciale che non rispetta nessuna regola. Mi aspetto il bando dei prodotti cinesi :alimentari e non, mi aspetto che i piccoli cinesi riacquistino il loro diritto alla vita, che possano giocare con giocattoli colorati, ma sicuri, che possano camminare con scarpette prive di sostanze tossiche (notizia dell'ultima ora!).
Io boicotterò la Cina e i suoi partners commerciali (compreso il mio paese) semplicemente non acquistando alcun prodotto cinese! E' poca cosa ma più della Logica del mercato mi sta a cuore la Salute di ogni essere umano.
Quale valore ha in Cina la vita umana? Nessuno! Non c'è pietà nemmeno per i piccoli, i più indifesi.
Nel 2007, il 10 luglio, fu eseguita la condanna a morte di Zheng Xiaoyou, l'ex capo dell'agenzia governativa per i controlli igienico-sanitari, reo di aver intascato tangenti per aver dato via libera a cibi e medicinali contraffatti. Questa volta chi sarà giustiziato per mostrare al mondo l'immagine di una Cina efficiente che non fa sconti a nessuno?
Io non me la bevo...sono contro la pena di morte, sono contro un paese che se la cava scaricando responsabilità e colpe su singoli individui.
E' ora che i paesi cosiddetti "civili" prendano una posizione nei confronti di un partner commerciale che non rispetta nessuna regola. Mi aspetto il bando dei prodotti cinesi :alimentari e non, mi aspetto che i piccoli cinesi riacquistino il loro diritto alla vita, che possano giocare con giocattoli colorati, ma sicuri, che possano camminare con scarpette prive di sostanze tossiche (notizia dell'ultima ora!).
Io boicotterò la Cina e i suoi partners commerciali (compreso il mio paese) semplicemente non acquistando alcun prodotto cinese! E' poca cosa ma più della Logica del mercato mi sta a cuore la Salute di ogni essere umano.
venerdì 19 settembre 2008
Carlo Marongiu ci ha lasciati...
Carlo Marongiu , ammalato di sla, è deceduto il giorno 17 settembre u.s. nel reparto di rianimazione dell'ospedale San Martino di Oristano.
Avevo avuto notizie di Carlo da una cara amica solo pochi giorni fa, la mia amica mi aveva consigliato la lettura del libro "Pensieri di uno spaventapasseri", dettato da Carlo alla moglie Mirella con il solo movimento degli occhi, con immane fatica.
Carlo si era ammalato nel 1997, data d'inizio del suo calvario che Lui ha percorso con incrollabile Fede e con il sostegno incessante della sua famiglia, dei suoi amici, della popolazione di Narbolia, il paese in cui viveva.
In un passo del libro Carlo dice: " La speranza non deve mai mancare nell'animo del malato e quando si affievolisce bisogna chiedere aiuto perchè il Signore la ravvivi. Non mi piace quando mi dicono che sono una persona speciale o un dono di Dio, tutti lo siamo".
Voglio ricordare queste parole...voglio ricordare la vita di Carlo fatta di sofferenza, ma anche di umiltà e di un grande amore per i più sfortunati, e soprattutto di grande Speranza e straordinario amore per la vita.
Carlo diceva di non essere una persona "speciale", io credo che lo sia stata!
Così come credo che tutti possiamo essere un "dono"di Dio, Carlo ce l'ha testimoniato!
A Mirella, ai figli, a tutti gli amici di Carlo un forte abbraccio, da un'amica che non ha fatto in tempo a manifestare la sua vicinanza.
A Carlo, ora immerso nell'Amore Infinito di Dio, un Grazie dal profondo del cuore!
Avevo avuto notizie di Carlo da una cara amica solo pochi giorni fa, la mia amica mi aveva consigliato la lettura del libro "Pensieri di uno spaventapasseri", dettato da Carlo alla moglie Mirella con il solo movimento degli occhi, con immane fatica.
Carlo si era ammalato nel 1997, data d'inizio del suo calvario che Lui ha percorso con incrollabile Fede e con il sostegno incessante della sua famiglia, dei suoi amici, della popolazione di Narbolia, il paese in cui viveva.
In un passo del libro Carlo dice: " La speranza non deve mai mancare nell'animo del malato e quando si affievolisce bisogna chiedere aiuto perchè il Signore la ravvivi. Non mi piace quando mi dicono che sono una persona speciale o un dono di Dio, tutti lo siamo".
Voglio ricordare queste parole...voglio ricordare la vita di Carlo fatta di sofferenza, ma anche di umiltà e di un grande amore per i più sfortunati, e soprattutto di grande Speranza e straordinario amore per la vita.
Carlo diceva di non essere una persona "speciale", io credo che lo sia stata!
Così come credo che tutti possiamo essere un "dono"di Dio, Carlo ce l'ha testimoniato!
A Mirella, ai figli, a tutti gli amici di Carlo un forte abbraccio, da un'amica che non ha fatto in tempo a manifestare la sua vicinanza.
A Carlo, ora immerso nell'Amore Infinito di Dio, un Grazie dal profondo del cuore!
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