domenica 6 dicembre 2015
Tenerezza
Abbiamo fame di tenerezza, in un mondo dove tutto abbonda
siamo poveri di questo sentimento che è come una carezza
per il nostro cuore, abbiamo bisogno di questi piccoli gesti
che ci fanno stare bene.
La tenerezza è un amore disinteressato e generoso,
che non chiede nient’altro
che essere compreso e apprezzato.
- Alda Merini
martedì 11 giugno 2013
Ti sei stancata di portare il mio peso...
Ti sei stancata di portare il mio peso...
di Nazim HikmetTi sei stancata di portare il mio peso ti sei stancata delle mie mani dei miei occhi della mia ombra le mie parole erano incendi le mie parole eran pozzi profondi verrà un giorno un giorno improvvisamente sentirai dentro di te le orme dei miei passi che si allontanano e quel peso sarà il più grave
sabato 8 giugno 2013
Tienimi per mano...
Giugno 8 giugno 2013
" Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
...Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…"
(Herman Hesse)
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
...Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare…
mai…"
(Herman Hesse)
sabato 11 maggio 2013
- Due ali - di Eleonora Bernardi
-Due ali- di Eleonora Bernardi
Diceva sempre, forse per scaramazia o per minaccia: - Se un giorno scompaio vuol dire che sono morta! Non perdete tempo con denunce e ricerche…non andate a Chi l’ha visto…io sono morta!
Il figlio di turno le rispondeva, immancabilmente, che erano discorsi sciocchi.Perché sarebbe dovuta scomparire? Per andare dove? A meno che non pensasse a un rapimento…
Lei rideva, non senza aggiungere: - Non si può mai sapere! E finiva lì.
Questo scherzo durò un pezzo, finchè non giunse l’Alzhaimer, in modo subdolo, all’inizio quasi impercettibile, poi vittorioso e protervo, da vero conquistatore.
Piccole dimenticanze: gli occhiali, chi ha visto i miei occhiali? Poi lo smarrimento di fronte all’assenza di nomi, come si chiama quel tale? La perdita di fatti e azioni recenti, possibile che non ricordo nemmeno cosa abbiamo mangiato ieri?
Segnali di poco conto, da liquidare con asserzioni convinte: -Stupidaggini mamma! Tu pensi che possiamo ricordare sempre tutto? Pensa alle azioni che facciamo tutti i giorni…se dovessimo registrarle ogni momento non potremmo fare altro!
Il medico aggiunse di suo che non c’era da preoccuparsi, troppi stimoli, troppi pensieri, il cervello doveva pure difendersi…
Lei andò avanti serena, accettando una svagatezza che non le apparteneva, ci scherzava perfino su: -Sono la smemorata di Collegno! Se gli chiedevi a chi alludeva non se lo ricordava. Normale.
Divenne capricciosa, come una bimba viziata, testarda ed esigente come un dittatore.
Un momento era lei, dopo poco un’altra…allegra e spensierata e, all’improvviso, furibonda e torva senza motivo.
La mamma ha le lune…la mamma fa la monella!
Infine la diagnosi. Stava scomparendo…dove cercarla?
Nei momenti di lucidità esigeva la cura ossessiva dei suoi piedi, bellissimi, perfetti. Tali dovevano rimanere, sempre.
Veniva accontentata perché in un’altra vita ci aveva più volte raccontato: - Sapete di che cosa si era innamorato vostro padre? Dei miei piedi! Diceva che avevo piedi di fata…Noi ridevamo dicendo che si trattava di un “pedofilo”, lei rideva con noi, in un’altra vita.
Diceva che i piedi erano le sue “ali”, doveva averne cura per poter volare, proprio così diceva, “volare tutto il santo giorno”!
La filippina che ne aveva cura, una mattina di primavera, chiamò sconvolta i figli della sua signora: Correte! La mamma è scomparsa!
-Dove? Tu dov’eri? Cretina! Arrivo…arrivo, intanto scendi, magari è ancora giù!
La ricerca affannosa, nei dintorni, non portò a nulla, a nulla nemmeno gli interrogatori serrati alla filippina che piangeva, piangeva, e sosteneva di non ricordare più niente, neanche il suo nome, figuriamoci poi com’era vestita la signora!
Infine la telefonata delle forze dell’ordine: -L’Abbiamo trovata, era su una panchina.
- Chiedi come sta! Chiedi come sta!
- Sta in ospedale: è morta. Dobbiamo andare per il riconoscimento…
-Andiamo, magari non è lei…chissà quanti ne trovano su una panchina!
Poi la corsa, tutti muti, con la lingua di cuoio e i volti di cera.
-Chi entra? - Tutti!
-Non si può. Basta uno.
C’era un corpo coperto da un telo verde troppo corto; lasciava scoperti due piccoli piedi, perfetti, bellissimi…con tenere unghie laccate di rosso, gocce ovali, vermiglie come petali di rosa.
-E’ Lei. La riconosco. E’ la mamma.
-Scusi, abbiamo il dovere di mostrarle il volto…
-A me non serve, fate pure…
Come spiegare che le sue ali erano lì, e con quelle aveva spiccato il suo ultimo volo?
domenica 13 maggio 2012
Festa della Mamma 2012
Ritorno dopo tanto tempo e infinite incertezze, grazie ai ripetuti incoraggiamenti delle mie amiche più care, infine perchè questo giorno è sempre per me fonte di dolore per la perdita della mia mamma.
Un dolore che spesso si rinnova...e si stempera solo quando affiorano alla mente le immagini, belle, dei momenti più felici che la mamma ha saputo dare a tutta la famiglia!
Dal lontano 1982 la mamma non mi ha lasciato mai...ha continuato a vivere in me che ricordo le sue ultime parole:- Non piangere...Nessuno muore finchè c'è qualcuno che ci ricorda!!! La mia mamma è viva, anche oggi è con me!!! Auguri, mammina!!!
Riporto una poesia dell'amica Jolanda Catalano che gode della mia stima e del mio incondizionato affetto.
A mia madre - di Jolanda Catalano -
Di te
queste pantofole che indosso
per la stanchezza del lutto
senza un momento mio
per piangerti da sola
nella confusione di mani
di volti che premono
e nessuno a comprendere
le parole che ci dicevamo
le occhiaie i gesti
e fino all'ultimo
sulle tue labbra
il mio nome
mamma.
30/06/1996
martedì 12 luglio 2011
Ciò che ho scritto di noi

Ciò che ho scritto di noi
Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
è la mia nostalgia
cresciuta sul ramo inaccessibile
è la mia sete
tirata su dal pozzo dei miei sogni
è il disegno
tracciato su un raggio di sole
ciò che ho scritto di noi è tutta verità
è la tua grazia
cesta colma di frutti rovesciata sull'erba
è la tua assenza
quando divento l'ultima luce all'ultimo angolo della via
è la mia gelosia
quando corro di notte fra i treni con gli occhi bendati
è la mia felicità
fiume soleggiato che irrompe sulle dighe
ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia
ciò che ho scritto di noi è tutta verità.
- Nazim Hikmet
dipinto Olblinski
lunedì 30 maggio 2011
Ricordami di Christina rossetti

CHRISTINA ROSSETTI
Ricordami
Tu ricordami quando sarò andata
lontano, nella terra del silenzio,
né più per mano mi potrai tenere,
né io potrò il saluto ricambiare.
Ricordami anche quando non potrai
giorno per giorno dirmi dei tuoi sogni:
ricorda e basta, perché a me, lo sai,
non giungerà parola né preghiera.
Pure se un po' dovessi tu scordarmi
e dopo ricordare, non dolerti:
perché se tenebra e rovina lasciano
tracce dei miei pensieri del passato,
meglio per te sorridere e scordare
che dal ricordo essere tormentato.
Trad.Silvio Raffo
Autore: C.Rossetti (1830-1894, Londra )Opere: "Il mercato dei folletti e altre poesie", 1862;
"Il viaggio del principe", 1866; "Una rappresentazione
e altre poesie"; "Nuove poesie", 1896.
Note: La melodia dei suoi versi e la nitidezza delle
sue immagini fanno della poetessa inglese uno
degli artisti più rappresentativi dell'Età Vittoriana.
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